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Ragusa Ibla – Cosa vedere

Ragusa Ibla

© luisa iengo – panoramio.com

Ragusa Ibla: gli scorci panoramici sui tetti, perché la Sicilia barocca è tetti su tetti, vicoli e piazzette.

Ibla, contenitore di 42 chiese, occupa il territorio di Hybla Heraia, insediamento siculo, colonizzato dai greci di Siracusa. Fu dominata dai bizantini, dagli arabi dall’848 d.C., e dai normanni che la fecero contea nel 1091 con Goffredo figlio di Ruggero. Con Manfredi Chiaramonte, fu unita alla contea di Modica. Ibla fu distrutta dal terremoto del 1693, e durante la ricostruzione si estese verso la città alta.

I suoi palazzi: Palazzo Bertini, Cosentini e Donnafugata che all’interno ha una notevole pinacoteca. Ci si ferma davanti al Palazzo Cosentini, i suoi balconi, le sue sculture sardoniche, sbeffeggianti. Qui si vede la fascinosa salita Commendatore che porta alla chiesa dei cavalieri di Malta.

La chiesa di Santa Maria d’Itria e la chiesa delle Anime del Purgatorio sono barocche e segnano il confine con la città alta. Qui vediamo anche il Palazzo Nicastro, detto della Cancelleria perché ospitò la cancelleria Comunale sino al 1865.

In via Capitano Bocchieri si erge Palazzo La Rocca, edificio settecentesco che ospita l’Azienda provinciale per il turismo. E se evitate i giorni di festa, c’è pure il bisbiglio delle case che vivono piano.

Camminando in via del Mercato si arriva alla Basilica di San Giorgio, costruita sopra un’alta scalinata dall’architetto Rosario Gagliardi nel 1744. Vedi la palma, il giallo siciliano, e ti sembra di partecipare in prima persona alla letteratura che ha vinto i secoli. La facciata è convessa al centro, e la cupola fu aggiunta nel 1820.

Si lascia la piazza dopo aver assaggiato il gelato di Gelato DiVini. I gusti: il vino appunto, gelsomino, carrubo, peperoncino, pistacchio, marsala, uvetta, cannella, menta. Una gelateria così non poteva che trovarsi a pochi passi da una Cattedrale sontuosa.

In piazza Pola si vede la chiesa di San Giuseppe, e verso la Villa comunale la chiesa dei Cappuccini Vecchi con i dipinti del Novelli. Della chiesa di San Giorgio, accanto al giardino pubblico, rimane il bellissimo portale gotico-catalano. E ancora Ibla un po’ timida e un poco vanesia.

Verso via Chiaramonte vediamo la chiesa di San Francesco all’Immacolata: al terremoto ha resistito il portale gotico. La chiesa di San Tommaso ha un prospetto severo, e il fonte battesimale in solenne pietra asfaltica è di Vincenzo de Blundo.

La villa di Ibla è un viale di palme, con vasi ricavati dai sassi ragusani, le chiese di San Vincenzo Ferreri, dalla cella campanaria arricchita con ceramiche policrome, San Giacomo, e la Chiesa dei Cappuccini dove si conserva il trittico di Pietro Novelli. Il cinguettio dei pettirossi, si resta sospesi, un po’ come in un quadro di Magritte.

Prima di allontanarsi da Ibla si può mangiare nell’elegante ristorante Il Duomo o da Don Serafino: chiedete, li conoscono tutti. Se preferite la cucina spartana, chiedete ancora, ma con fare discreto, dell’Ingrasciato: ingrasciato in siciliano significa sporco. Non vi allarmate, si tratta di una trattoria semplice, ma igienicamente corretta.

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